Nella vita spera il meglio ma aspettati sempre il peggio.
E' così vero che le poche volte in cui il meglio arriva non si è preparati ad accoglierlo.
Forse perché arriva troppo improvvisamente. Onestamente non saprei.
Guardandomi indietro mi accorgo che col tradimento di Williams è iniziato un periodo orribile.
Credo che non sia un peccare di pigrizia se evito di pensarci quanto di salvaguardia del mio umore. In fondo anche se tenessi nota cosa cambierebbe? Nulla. Le persone scomparse ricomparirebbero? No. Gli eventi andrebbero diversamente? Ancora una volta, no.
Beh, in realtà una persona è ricomparsa; non certo una di quelle che mi aspettavo di rivedere e che ancor meno tenevo a reincontrare: Williams.
Mi ha fatto avere delle targhette militari con il cognome Williams inciso. Sono quelle di suo padre. Così scopro questo dettaglio su di lei e mi rendo conto che di lei non so niente. Rifletto e realizzo che, a dispetto delle sue parole che mi invitano a porre domande, non ho reale interesse a scoprire alcunchè di lei. Realizzo che la rabbia è sparita e che rimane soltanto la mancanza di fiducia.
Apprezzo il gesto, comunque, perché al di là delle motivazioni che l'hanno portata a compierlo è qualcosa di profondo: quell'oggetto è l'unica cosa rimastale del padre.
Riesco persino a parlarle civilmente: credo che Amelie sia come un virus; se lo prendi e non ti curi in tempo...
In alcune cose sembra diversa, ma credo che sia sufficientemente vero quel detto che recita "Tutto cambia solo per rimanere uguale a sè stesso".
All'orfanotrofio sono venuti a mancare medicine, vestiti, cibo. Sono riuscita ad acquistarne, ma ci fosse stato un equipaggio che abbia accettato di fare il viaggio: sono sicura che se avessi chiesto il trasporto di merce illegale avrei avuto soltanto l'imbarazzo della scelta.
Persino Jack non ha potuto prendere questo lavoro, ma, e questo fa la differenza tra lei e la maggior parte della gente, non si è tirata indietro e mi ha aiutata fornendomi il contatto di John Cassidy, capitano della "Lucky Bastard".
E' stato un viaggio strano. La rotta è stata quella di sempre, tutto è andato a meraviglia, ma mi ha lasciato addosso una sensazione indefinibile. Ho avuto bisogno di tempo per riflettere e solo di recente credo di aver capito: è stato un viaggio di scoperte. Ho scoperto che le opinioni che ho su Jack erano corrette, ho imparato a conoscerla meglio attraverso i racconti su di lei da parte dell'equipaggio della Lucky. Beh, la maggior parte di esso: John si è limitato al minimo indispensabile e per quanto riguarda il lavoro. Alcuni, silenzi, comunque, dicono tanto quanto decine di domande. Ho scoperto qualcosa su me stessa e questo mi fa paura. Ho scoperto che ancora qualche essere umano che vive dignitosamente esiste.
E' stato piacevole viaggiare con loro. Tutto questo mi ha spinto a prendere una decisione.
Quando sono tornata ho voluto organizzare una festa per Jack. Amelie si è offerta di mettere a disposizione il ranch e, è un angelo, di cucinare. Eir è stata un complice perfetto, non ha potuto esserci (credo che abbia qualche problema: immagino quale, vorrei parlarle) e ha demandato a Red l'applicazione del piano per portare Jack al ranch.
Beh, è stata una bella serata. Ho pure scoperto che Jack sa sorridere. Ha un bel sorriso. Dacchè la conosco l'ho vista realmente serena.
Nella vita spera il meglio ma aspettati sempre il peggio.
Ecco, in questo caso il peggio non è arrivato e il meglio sperato è stata una piacevole sorpresa.
Amelie e Brent. Magari la maggior parte della gente non ha capito, ma conosco abbastanza quella donna per capire anche quello che tace. Come d'altro canto è vero il contrario. Sospetti, però, non vogliono dire certezze e allora ho preferito aspettare, ascoltare, osservare. Beh, le certezze sono arrivate e sinceramente vedere Amelie in quelle condizioni è... Mi si è stretto il cuore. Non se lo merita. Proprio per niente. Neanche Brent, se è per questo. Quell'uomo è meglio di quanto pensi. Non è un santo... Chi lo è?... Non è un santo, ma è molto più dignitoso, rispettoso e morale di tanta gente che sostiene di esserlo in maniera sbandierata fin troppo apertamente.
Nella vita spera il meglio ma aspettati sempre il peggio.
Direi che il pasticcio che ho combinato è stato l'incarnazione perfetta di questo detto.
Ho sperato il meglio intromettendomi e dicendone di tutti i colori a Brent.
Mi sono aspettata il peggio perché ero convinta che avrei dovuto dire addio, ero pronta a farlo pur di vederli sereni assieme, a entrambi.
Beh, a quanto pare anche questa volta il peggio non è arrivato. E, come dicevo, Brent è meglio di quanto, sospetto, lui stesso possa pensare. Amelie sembra essere tornata quella di prima e credo che Red non debba più "minacciarla" perché mangi come si deve.
Nella vita spera il meglio ma aspettati sempre il peggio.
Per fortuna qualche volta il meglio arriva.
L'equipaggio della Lucky Bastard:
John
Nadia
Froome
Luther
Rob
domenica 19 agosto 2012
venerdì 20 luglio 2012
Sorpresa
Huj. Sono sorpresa. Ha l'incredibile capacità di tenermi di buon umore. Certe cose non le cerchi e non le chiedi: anche se ne hai bisogno. Capitano. E certe volte sono delle buone cose.
Mi sono trovata a raccontarle cose che non ho raccontato a nessuno e non è stato ne difficile ne imbarazzante. Stranamente neanche doloroso.
Se l'è presa a morte. Era indignata. E sorpresa che sia nata nel Core.
Ho capito alcune cose di lei.
Ha ricambiato le confidenze che le ho fatto. Non che fosse una gara di favori, ovviamente.
Doveva essere uno di quei momenti in cui ci sono due persone che hanno voglia e bisogno di parlare con qualcuno. Parlare e, magari, trovare comprensione reciproca. Posso solo dire che, personalmente, ho provato una sottile soddisfazione che abbia scelto me per farlo.
Certo, qualcuno potrebbe dire che quello che mi ha raccontato è qualcosa di "stupido" e io risponderei che si tratta sempre di punti di vista. Quello che per qualcuno è stupido per altri è di fondamentale importanza.
"Mai giudicare un libro dalla copertina".
Nel caso di Huj mi sembra vero più che mai.
Mi sono trovata a raccontarle cose che non ho raccontato a nessuno e non è stato ne difficile ne imbarazzante. Stranamente neanche doloroso.
Se l'è presa a morte. Era indignata. E sorpresa che sia nata nel Core.
Ho capito alcune cose di lei.
Ha ricambiato le confidenze che le ho fatto. Non che fosse una gara di favori, ovviamente.
Doveva essere uno di quei momenti in cui ci sono due persone che hanno voglia e bisogno di parlare con qualcuno. Parlare e, magari, trovare comprensione reciproca. Posso solo dire che, personalmente, ho provato una sottile soddisfazione che abbia scelto me per farlo.
Certo, qualcuno potrebbe dire che quello che mi ha raccontato è qualcosa di "stupido" e io risponderei che si tratta sempre di punti di vista. Quello che per qualcuno è stupido per altri è di fondamentale importanza.
"Mai giudicare un libro dalla copertina".
Nel caso di Huj mi sembra vero più che mai.
"LA SENSIBILITA' LA PUOI TROVARE NEGLI OCCHI DI HA SOFFERTO ED E' DIVENTATO FORTE MANTENENDO UN CUORE DOLCE."
martedì 10 luglio 2012
La pazzia del Verse
Il Verse è impazzito.
Jack si fa sparare.
Sterling si fa sparare.
Ritter si fa sparare.
Sembra una gara a chi voglia farsi ammazzare prima.
Il Verse è impazzito. Sono stati otto giorni da incubo.
McCarty torna a pezzi.
Evah sparisce nel nulla.
Brent sembra roso da qualcosa.
Jan non dà notizie di sè.
Il Verse è impazzito. E io con lui.
Sto riuscendo a metabolizzare tutto quanto soltanto adesso.
Electra. "Era già da qualche tempo che avevo dei dubbi.". Perché non li hai espressi questi dubbi? Hai preferito continuare a portarmi a letto e tacere. Perché?
"Ho voluto convincermi che fossi innamorata di te.". Hai continuato a portarmi a letto. Perché?
Hai voluto, deliberatamente, fraintendere un messaggio e coglierlo come occasione per fingere che io ti avessi lasciata piuttosto che parlarmi. E dirmi in faccia la realtà dei fatti. E hai continuato a portarmi a letto.
Ti scrivo dicendoti che avremmo dovuto parlare e vai a letto con Neville. Non hai avuto nemmeno quest'ombra di rispetto. Come lui. Gli dici che IO ti ho lasciata e lui non ha nemmeno la compiacenza di scrivere un semplice "Mi dispiace". E tutto andava avanti "da qualche tempo". Tra i due è forse quello con minora colpa, ma non è sicuramente innocente perché i tradimenti si perpetrano sempre in due.
"Ti chiedo scusa. Non fare sciocchezze perché ci tengo a te.". Scusa? Credi che basti questo? Da come ti sei comportata parrebbe di sì. Da come ti sei comportata pensi che basti questo a renderti pulita e nel giusto.
Rachel Adams è molto più onesta. Non mi piace, ma almeno non ha il peccato dell'ipocrisia.
Il Verse è decisamente impazzito.
Rachel Adams che mi dice di trovare una ragione di vita. Rachel Adams che ha ragione.
Jack e le sue parole. "Prima o poi chiunque ti tradisce".
"Mi dispiace". E' quello che mi ha detto quando sono andata a prenderla all'uscita dalla prigione e ha chiesto cosa ci fosse che non andava invece di spaccarmi la faccia.
Già. Sono andata a trovarla. Non sembrava lei. Era come se qualcuno le avesse strappato qualcosa. Ho tentato di smuoverla da quell'immobilismo spirituale. Da quella mancanza di fuoco interiore. Non so se sia servito, ma il fatto che non abbia cercato di saltarmi alla gola all'uscita dalla base... Beh, forse sono stata un po' d'aiuto. Chissà. Adesso, ho notato, si firma Jack e non più Rooster.
"Tu sei matta, Vasilye". Potrebbe essere il suo modo di dire che tutto sommato non le dispiaccio.
Sterling. Sterling che cerca di divorare il dolore prima che il dolore divori lei. Sterling che piange nascosta dalle lenzuola. Sterling che mi ringrazia con quel dito medio sollevato che, per lei, è un'esplosione d'affetto. Sterling. Come si può definirla? Non mi viene in mente altro che Sterling per poterla definire. Sterling che litiga con Quinn. Come due ragazzine. Se non fosse stato un momento in cui avevo smarrito me stessa avrei trovato la cosa esilarante. Dei, poi dicono delle bionde...
Ritter. Avrebbe potuto trovare un modo meno drastico per attirare l'attenzione e per concedersi un po' di riposo. Spero sappia che quando tornerà tra noi, Sterling lo rispedirà dritto di filato in ospedale.
Il Verse è maledettamente impazzito.
McCarty che si preoccupa per me. McCarty che va da Amelie dicendole di starmi accanto. McCarty che è una continua fonte di sorprese. Non la capisco e credo che non la capirò mai. Questo non vuol dire che smetterò di provarci. Nonostante tutte le barriere che sono sorte tra di noi. Cercherò di non smettere. Soprattutto adesso che Evah è sparita nel nulla. Non quando c'è il ritratto che mi ha spedito una volta a ricordarmi che è più di quello che appare.
Jan è tornato. Sta bene. Ogni tanto una buona notizia. Ogni tanto il Verse non sembra così pazzo.
Jack si fa sparare.
Sterling si fa sparare.
Ritter si fa sparare.
Sembra una gara a chi voglia farsi ammazzare prima.
Il Verse è impazzito. Sono stati otto giorni da incubo.
McCarty torna a pezzi.
Evah sparisce nel nulla.
Brent sembra roso da qualcosa.
Jan non dà notizie di sè.
Il Verse è impazzito. E io con lui.
Sto riuscendo a metabolizzare tutto quanto soltanto adesso.
Electra. "Era già da qualche tempo che avevo dei dubbi.". Perché non li hai espressi questi dubbi? Hai preferito continuare a portarmi a letto e tacere. Perché?
"Ho voluto convincermi che fossi innamorata di te.". Hai continuato a portarmi a letto. Perché?
Hai voluto, deliberatamente, fraintendere un messaggio e coglierlo come occasione per fingere che io ti avessi lasciata piuttosto che parlarmi. E dirmi in faccia la realtà dei fatti. E hai continuato a portarmi a letto.
Ti scrivo dicendoti che avremmo dovuto parlare e vai a letto con Neville. Non hai avuto nemmeno quest'ombra di rispetto. Come lui. Gli dici che IO ti ho lasciata e lui non ha nemmeno la compiacenza di scrivere un semplice "Mi dispiace". E tutto andava avanti "da qualche tempo". Tra i due è forse quello con minora colpa, ma non è sicuramente innocente perché i tradimenti si perpetrano sempre in due.
"Ti chiedo scusa. Non fare sciocchezze perché ci tengo a te.". Scusa? Credi che basti questo? Da come ti sei comportata parrebbe di sì. Da come ti sei comportata pensi che basti questo a renderti pulita e nel giusto.
Rachel Adams è molto più onesta. Non mi piace, ma almeno non ha il peccato dell'ipocrisia.
Il Verse è decisamente impazzito.
Rachel Adams che mi dice di trovare una ragione di vita. Rachel Adams che ha ragione.
Jack e le sue parole. "Prima o poi chiunque ti tradisce".
"Mi dispiace". E' quello che mi ha detto quando sono andata a prenderla all'uscita dalla prigione e ha chiesto cosa ci fosse che non andava invece di spaccarmi la faccia.
Già. Sono andata a trovarla. Non sembrava lei. Era come se qualcuno le avesse strappato qualcosa. Ho tentato di smuoverla da quell'immobilismo spirituale. Da quella mancanza di fuoco interiore. Non so se sia servito, ma il fatto che non abbia cercato di saltarmi alla gola all'uscita dalla base... Beh, forse sono stata un po' d'aiuto. Chissà. Adesso, ho notato, si firma Jack e non più Rooster.
"Tu sei matta, Vasilye". Potrebbe essere il suo modo di dire che tutto sommato non le dispiaccio.
Sterling. Sterling che cerca di divorare il dolore prima che il dolore divori lei. Sterling che piange nascosta dalle lenzuola. Sterling che mi ringrazia con quel dito medio sollevato che, per lei, è un'esplosione d'affetto. Sterling. Come si può definirla? Non mi viene in mente altro che Sterling per poterla definire. Sterling che litiga con Quinn. Come due ragazzine. Se non fosse stato un momento in cui avevo smarrito me stessa avrei trovato la cosa esilarante. Dei, poi dicono delle bionde...
Ritter. Avrebbe potuto trovare un modo meno drastico per attirare l'attenzione e per concedersi un po' di riposo. Spero sappia che quando tornerà tra noi, Sterling lo rispedirà dritto di filato in ospedale.
Il Verse è maledettamente impazzito.
McCarty che si preoccupa per me. McCarty che va da Amelie dicendole di starmi accanto. McCarty che è una continua fonte di sorprese. Non la capisco e credo che non la capirò mai. Questo non vuol dire che smetterò di provarci. Nonostante tutte le barriere che sono sorte tra di noi. Cercherò di non smettere. Soprattutto adesso che Evah è sparita nel nulla. Non quando c'è il ritratto che mi ha spedito una volta a ricordarmi che è più di quello che appare.
Jan è tornato. Sta bene. Ogni tanto una buona notizia. Ogni tanto il Verse non sembra così pazzo.
lunedì 25 giugno 2012
The ballad of a Browncoat
Certe cose vengono in mente sempre nei momenti più strani. Mi chiedo se siano davvero coincidenze dovute al caso, ricordi sfumati che bussano alle esperienze del presente o... Non saprei davvero. Solo è da qualche ora che non faccio altro che pensare a questa ballata.
In front of the storm, i'll stand
In front of the storm, i'll tremble
I'll tremble, but i'll stand
In front of the storm, my limbs will be broken
In front of the storm, my heart will be broken
I'll be broken, but i'll stand
In front of the storm, the past will haunt me
In front of the storm, the present will scare me
I'll be haunted and scared, but i'll stand
In front of the storm, you'll say "Run, fool!"
In front of the storm, you'll say "You'll die, fool!"
I'll die, but i'll stand
I'll die, but i'll not run
In front of the storm, i'll stand
In front of the storm, i'll throw my soul beyond the fence
In front of the storm, i'll retain my pride
In front of the storm, i'll retain my honor
In front of the storm, i'll fall but...
...i'll stand
In front of the storm, i'll tremble
I'll tremble, but i'll stand
In front of the storm, my limbs will be broken
In front of the storm, my heart will be broken
I'll be broken, but i'll stand
In front of the storm, the past will haunt me
In front of the storm, the present will scare me
I'll be haunted and scared, but i'll stand
In front of the storm, you'll say "Run, fool!"
In front of the storm, you'll say "You'll die, fool!"
I'll die, but i'll stand
I'll die, but i'll not run
In front of the storm, i'll stand
In front of the storm, i'll throw my soul beyond the fence
In front of the storm, i'll retain my pride
In front of the storm, i'll retain my honor
In front of the storm, i'll fall but...
...i'll stand
(Anonimo soldato indipendentista)
Panta rei
Ogni cosa inizia. Ogni cosa ha una fine.
Presto o tardi accade. E' sempre e solo questione di tempo.
Delle volte il cambiamento è piacevole, altre no.
E' sempre, comunque, traumatico.
Mi hanno detto che devo crescere. Come se questo volesse dire dover rinunciare a sorridere, a sperare in qualcosa di buono, a cercare di no allo schifo che si aggira per il Verse. Come se tutto questo volesse dire essere ingenui o stupidi. Come se per andare avanti fosse necessario impugnare sempre la pistola e ringhiare contro il prossimo a prescindere da tutto.
E' vero, bisogna crescere, ma questo non equivale a diventare grande. Come mio padre che è diventato un cadavere che cammina molto tempo prima che la morte venga a prenderlo. O come mia madre, la cui vita è un sepolcro imbiancato dal sole.
Sembra che crescere sia diventato sinonimo di inaridimento. Come se un sorriso fosse una colpa. Come se fidarsi di qualcuno sia un reato tra i più esecrabili.
E' vero, bisogna crescere, ma per farlo non sono disposta a pagare il prezzo che in troppi sembrano ritenere di dover pagare.
E quando alcune cose arrivano nei momenti più bui e meno improbabili... Beh, in queste occasioni sono lieta che a fatica, zoppicando, cadendo e rialzandomi, io riesca in qualche modo a non dimenticare alcune cose.
Jack Rooster, per esempio. E le sue parole. Per le quali vorrei avere una memoria migliore.
"Hai qualcuno di cui ti fidi ciecamente? Qualcuno a cui affideresti la tua stessa vita e tutti i tuoi segreti?"
"Sì, ce l'ho."
"Stupidaggini. Tutti, prima o poi, ti tradiscono!"
Il discorso è stato di gran lunga più esteso e, per quanto pacato, più feroce.
Alla fine, però, quella donna così severa mi ha sorpresa e mi ha dato una cosa molto preziosa: speranza e ottimismo.
"Credo in quello che ti ho detto. Forse, però, non è sempre vero. Magari non lo sarà per te. Te lo auguro."
Un'altra volta mi diede un oggetto, scolpito da lei: un gatto di legno.
Adesso, ci sono volte che quest'oggetto è diventato un mantra per non perdere di vista la speranza.
Un oggetto, e il suo significato, che dovrei ricordare più spesso. Come con Electra.
Quanto sono stata stupida a non capire. A non riuscire a guardare oltre le sue parole. A non cogliere il vero significato di quello che voleva dire. Paura. Sempre la paura. E le conseguenze di quando si agisce spinti dal suo impulso.
E' passato un po' di tempo. Molte cose sono finite. Altre sono iniziate.
Electra. Ci siamo. Ci conosciamo. Proviamo. Sbagliamo. Ci fermiamo. Riflettiamo. Ricominciamo. Tentativi. Come due bambine che vanno alla scoperta della vita. Delle volte vorrei che fosse più dolce, con me perché il resto del Verse non conta, ma poi mi dico che mi piace così com'è. Che mi sono innamorata per come è e non per come vorrei che fosse. Quel che verrà verrà e quel che sarà sarà.
E poi... Delle volte... Beh, delle volte riesce a uscirsene con cose così intense, nella loro semplicità, che rimango a bocca aperta. So che qualche volta non riuscirò a trattenermi e piangerò. Immagino già le sue parole. E già sorrido. Così come so che qualunque cosa succeda sarà lì, salda come una roccia.
Evah. Ho avuto molto da qualcuno che è conosciuta con il soprannome di Ice Queen. Ho avuto molto per il poco che ho dato. Ho avuto molto e sono in qualche modo convinta che lei lo sappia, ma che non si approfitti della cosa. Come sarebbe facile fare.
Ogni cosa finisce. Ogni cosa ha un inizio.
Ho chiuso con i Phantom. I motivi sono numerosi. Ho chiuso con Ace. Il motivo è uno solo: non mi fido di lui. E quando Lydia si renderà conto di che tipo di persona sia spero che ci sia ancora qualcosa di recuperabile. Lydia. Vuole chiarire. Così ha detto. Le devo quello che le devo quindi una possibilità è il minimo che si merita. Non la cercherò più, però, perché adesso tocca a lei farlo.
Ho chiuso con i Phantom, ho iniziato con Hall Point. Ho iniziato con Brent che mi ostino a chiamare "bel tenebroso" e che ha avuto la pazienza di ascoltare la mia versione dei fatti. Non so se mi abbia creduto, ma, in questo momento, non importa. Ha ascoltato. E' molto.
Huj. Fuori come un balcone, ma genuina e inarrestabile in ogni cosa che fa. I ragazzi della Sicurezza. Doc Ritter. Quell'uomo è immenso. Sembra essere un filosofo nichilista che il nichilismo lo corteggia solo per prenderlo a schiaffi.
Una cosa finisce, una ne inizia. Una cosa inizia, una finisce. Panta rei. Fino al prossimo capitolo.
Presto o tardi accade. E' sempre e solo questione di tempo.
Delle volte il cambiamento è piacevole, altre no.
E' sempre, comunque, traumatico.
Mi hanno detto che devo crescere. Come se questo volesse dire dover rinunciare a sorridere, a sperare in qualcosa di buono, a cercare di no allo schifo che si aggira per il Verse. Come se tutto questo volesse dire essere ingenui o stupidi. Come se per andare avanti fosse necessario impugnare sempre la pistola e ringhiare contro il prossimo a prescindere da tutto.
E' vero, bisogna crescere, ma questo non equivale a diventare grande. Come mio padre che è diventato un cadavere che cammina molto tempo prima che la morte venga a prenderlo. O come mia madre, la cui vita è un sepolcro imbiancato dal sole.
Sembra che crescere sia diventato sinonimo di inaridimento. Come se un sorriso fosse una colpa. Come se fidarsi di qualcuno sia un reato tra i più esecrabili.
E' vero, bisogna crescere, ma per farlo non sono disposta a pagare il prezzo che in troppi sembrano ritenere di dover pagare.
E quando alcune cose arrivano nei momenti più bui e meno improbabili... Beh, in queste occasioni sono lieta che a fatica, zoppicando, cadendo e rialzandomi, io riesca in qualche modo a non dimenticare alcune cose.
Jack Rooster, per esempio. E le sue parole. Per le quali vorrei avere una memoria migliore.
"Hai qualcuno di cui ti fidi ciecamente? Qualcuno a cui affideresti la tua stessa vita e tutti i tuoi segreti?"
"Sì, ce l'ho."
"Stupidaggini. Tutti, prima o poi, ti tradiscono!"
Il discorso è stato di gran lunga più esteso e, per quanto pacato, più feroce.
Alla fine, però, quella donna così severa mi ha sorpresa e mi ha dato una cosa molto preziosa: speranza e ottimismo.
"Credo in quello che ti ho detto. Forse, però, non è sempre vero. Magari non lo sarà per te. Te lo auguro."
Un'altra volta mi diede un oggetto, scolpito da lei: un gatto di legno.
Adesso, ci sono volte che quest'oggetto è diventato un mantra per non perdere di vista la speranza.
Un oggetto, e il suo significato, che dovrei ricordare più spesso. Come con Electra.
Quanto sono stata stupida a non capire. A non riuscire a guardare oltre le sue parole. A non cogliere il vero significato di quello che voleva dire. Paura. Sempre la paura. E le conseguenze di quando si agisce spinti dal suo impulso.
E' passato un po' di tempo. Molte cose sono finite. Altre sono iniziate.
Electra. Ci siamo. Ci conosciamo. Proviamo. Sbagliamo. Ci fermiamo. Riflettiamo. Ricominciamo. Tentativi. Come due bambine che vanno alla scoperta della vita. Delle volte vorrei che fosse più dolce, con me perché il resto del Verse non conta, ma poi mi dico che mi piace così com'è. Che mi sono innamorata per come è e non per come vorrei che fosse. Quel che verrà verrà e quel che sarà sarà.
E poi... Delle volte... Beh, delle volte riesce a uscirsene con cose così intense, nella loro semplicità, che rimango a bocca aperta. So che qualche volta non riuscirò a trattenermi e piangerò. Immagino già le sue parole. E già sorrido. Così come so che qualunque cosa succeda sarà lì, salda come una roccia.
Evah. Ho avuto molto da qualcuno che è conosciuta con il soprannome di Ice Queen. Ho avuto molto per il poco che ho dato. Ho avuto molto e sono in qualche modo convinta che lei lo sappia, ma che non si approfitti della cosa. Come sarebbe facile fare.
Ogni cosa finisce. Ogni cosa ha un inizio.
Ho chiuso con i Phantom. I motivi sono numerosi. Ho chiuso con Ace. Il motivo è uno solo: non mi fido di lui. E quando Lydia si renderà conto di che tipo di persona sia spero che ci sia ancora qualcosa di recuperabile. Lydia. Vuole chiarire. Così ha detto. Le devo quello che le devo quindi una possibilità è il minimo che si merita. Non la cercherò più, però, perché adesso tocca a lei farlo.
Ho chiuso con i Phantom, ho iniziato con Hall Point. Ho iniziato con Brent che mi ostino a chiamare "bel tenebroso" e che ha avuto la pazienza di ascoltare la mia versione dei fatti. Non so se mi abbia creduto, ma, in questo momento, non importa. Ha ascoltato. E' molto.
Huj. Fuori come un balcone, ma genuina e inarrestabile in ogni cosa che fa. I ragazzi della Sicurezza. Doc Ritter. Quell'uomo è immenso. Sembra essere un filosofo nichilista che il nichilismo lo corteggia solo per prenderlo a schiaffi.
Una cosa finisce, una ne inizia. Una cosa inizia, una finisce. Panta rei. Fino al prossimo capitolo.
venerdì 8 giugno 2012
Tra le fauci dell'Abisso
L'Abisso si è spalancato. Mi ha trascinata nelle sue profondità. E io non ho più la forza di uscirne. Non ho più niente da dare. Non una mano da afferrare.
"Quando non puoi camminare, striscia. Quando non puoi più strisciare... Trova qualcuno che ti porti."
Non c'è più nemmeno quello. Ho dato. Troppo. Ho bruciato come una fiamma troppo intensa.
Nelle foreste della notte,
Quale fu l’immortale mano o l’occhio
Ch’ebbe la forza di formare la tua agghiacciante simmetria?
In quali abissi o in quali cieli
Divampò il fuoco dei tuoi occhi?
Su quali ali osa slanciarsi?
E quale mano afferra il fuoco?
Quali spalle, quale arte
Poté torcerti i tendini del cuore?
E quando il tuo cuore ebbe il primo palpito,
Quale tremenda mano? Quale tremendo piede?
Quale mazza e quale catena?
Il tuo cervello in quale fornace fu forgiato?
E quale incudine?
Quale morsa robusta osò serrarne i terrori funesti?
Quando le stelle gettarono le loro lance
e lavarono il paradiso con le loro lacrime:
Egli sorrise a vedere il Suo lavoro?
Colui che creò l'Agnello, creò te?
Tigre! Tigre! Divampante fulgore
Nelle foreste della notte,
Quale mano, quale immortale occhio
Osò formare la tua agghiacciante simmetria?
William Blake (Poeta della Terra che fu)
"Quando non puoi camminare, striscia. Quando non puoi più strisciare... Trova qualcuno che ti porti."
Non c'è più nemmeno quello. Ho dato. Troppo. Ho bruciato come una fiamma troppo intensa.
La Tigre
Tigre! Tigre! Divampante fulgoreNelle foreste della notte,
Quale fu l’immortale mano o l’occhio
Ch’ebbe la forza di formare la tua agghiacciante simmetria?
In quali abissi o in quali cieli
Divampò il fuoco dei tuoi occhi?
Su quali ali osa slanciarsi?
E quale mano afferra il fuoco?
Quali spalle, quale arte
Poté torcerti i tendini del cuore?
E quando il tuo cuore ebbe il primo palpito,
Quale tremenda mano? Quale tremendo piede?
Quale mazza e quale catena?
Il tuo cervello in quale fornace fu forgiato?
E quale incudine?
Quale morsa robusta osò serrarne i terrori funesti?
Quando le stelle gettarono le loro lance
e lavarono il paradiso con le loro lacrime:
Egli sorrise a vedere il Suo lavoro?
Colui che creò l'Agnello, creò te?
Tigre! Tigre! Divampante fulgore
Nelle foreste della notte,
Quale mano, quale immortale occhio
Osò formare la tua agghiacciante simmetria?
William Blake (Poeta della Terra che fu)
domenica 3 giugno 2012
Equitazione
"Come fai a passare tanto tempo su Greenfield se non sai andare a cavallo?"
Jack ha l'invidiabile capacità di ridurre le cose all'essenziale. Le ho detto che la vedo come una persona dalla quale, in un modo o nell'altro, c'è da imparare. La risposta è stata che non è vero, che non ha niente da insegnare. Ciononostante, qualche minuto dopo si è offerta di insegnarmi a cavalcare. Avrei voluto dirle: "Hai visto che non è vero quello che hai detto?". Non l'ho fatto. Per qualche strano miracolo, sono riuscita a mordermi la lingua e a tenere la cosa per me. Credo di aver voluto evitare che quel piccolo spiraglio che si è aperto si richiudesse rumorosamente.
Ci siamo incontrate al Crazy Horse Saloon. Ol'Mike suonava e noi parlavamo. Non crede in certe cose e mi sono sentita triste per lei. Lei, di contro, deve avermi vista come un'illusa. Non è una gara a chi ha ragione. Forse lei, forse io. Magari, però, è una di quelle situazioni in cui la verità sta nel mezzo. Il punto è che c'è sempre più di quello che sembra. In ognuno di noi. E' forse per questo che provo una sorta di bizzarra affinità con questa donna dura e inflessibile: perché c'è qualcosa di più.
Per certi versi mi ricorda Electra.
Abbiamo fatto notte. Ha davvero iniziato a insegnarmi i rudimenti dell'equitazione. C'è sempre più di quello che sembra. In ognuno di noi. Mi ha lasciata con queste parole: "Credo in quello che ti ho detto. Forse, però, non è sempre vero. Magari non lo sarà per te. Te lo auguro".
Era sincera.
Mi darà altre lezioni.
Chissà. Forse riuscirò a capirla meglio. Forse riuscirò a imparare altro, da lei, oltre che andare a cavallo.
Me lo auguro.
Sono stesa nel letto, al saloon, ci siamo lasciate da pochi minuti, e pensando a lei mi trovo a rimpiangere di non averla avuta a fianco durante la guerra.
E' l'incarnazione del "nessuno viene lasciato indietro". Un motto che è valido in molti sensi.
Jack Rooster.
Jack ha l'invidiabile capacità di ridurre le cose all'essenziale. Le ho detto che la vedo come una persona dalla quale, in un modo o nell'altro, c'è da imparare. La risposta è stata che non è vero, che non ha niente da insegnare. Ciononostante, qualche minuto dopo si è offerta di insegnarmi a cavalcare. Avrei voluto dirle: "Hai visto che non è vero quello che hai detto?". Non l'ho fatto. Per qualche strano miracolo, sono riuscita a mordermi la lingua e a tenere la cosa per me. Credo di aver voluto evitare che quel piccolo spiraglio che si è aperto si richiudesse rumorosamente.
Ci siamo incontrate al Crazy Horse Saloon. Ol'Mike suonava e noi parlavamo. Non crede in certe cose e mi sono sentita triste per lei. Lei, di contro, deve avermi vista come un'illusa. Non è una gara a chi ha ragione. Forse lei, forse io. Magari, però, è una di quelle situazioni in cui la verità sta nel mezzo. Il punto è che c'è sempre più di quello che sembra. In ognuno di noi. E' forse per questo che provo una sorta di bizzarra affinità con questa donna dura e inflessibile: perché c'è qualcosa di più.
Per certi versi mi ricorda Electra.
Abbiamo fatto notte. Ha davvero iniziato a insegnarmi i rudimenti dell'equitazione. C'è sempre più di quello che sembra. In ognuno di noi. Mi ha lasciata con queste parole: "Credo in quello che ti ho detto. Forse, però, non è sempre vero. Magari non lo sarà per te. Te lo auguro".
Era sincera.
Mi darà altre lezioni.
Chissà. Forse riuscirò a capirla meglio. Forse riuscirò a imparare altro, da lei, oltre che andare a cavallo.
Me lo auguro.
Sono stesa nel letto, al saloon, ci siamo lasciate da pochi minuti, e pensando a lei mi trovo a rimpiangere di non averla avuta a fianco durante la guerra.
E' l'incarnazione del "nessuno viene lasciato indietro". Un motto che è valido in molti sensi.
Jack Rooster.
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